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  Ally lo sconvolgimento della mia vita
 
Vario
 







Per chi vuol scambiare due parole con me...

Elisa348@hotmail.it

Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio
- Che sia troppo tardi, madame ... 

uno si fa dei sogni,roba sua,intima,e poi la vita non ci sta a giocarci insieme,e te li smonta,un attimo, una frase e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo.Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire. Gratitudine.

(Baricco, Oceanomare)







L'Arcangelo Gabriele sopra tutta Berlino...























"....io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.

ma se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l uno dell’altro...

tu sarai per me unico al mondo e io sarò x te unica al mondo..."

il piccolo principe..










ultima volta che ho fatto sesso:

_______________

pensiero folle:

nun se pò dì

oggi mi sento:

stanchina

ultima volta che ho detto ti amo:

________________________

interrogativo:

si deciderà mai?

vorrei:

capire tutto in un momento

pensiero:

come si fa ad andare a lavorare a CSI?

mi preoccupa:

il conto della carta di credito

ultimo libro:

City di Baricco

letture in corso:

Molteplici

ultimo film visto al cinema:

Aeon Flex
ultimo film noleggiato:

ehm...bho...

ultimo cd:cosa sto ascoltando:

Liga Liga Liga e ancora Liga

pensieri scorrevoli:


C'era una stella che danzava
e sotto quella stella sono nata.
Zio William Shakespeare

Grazie a Dio si può tornare indietro; anzi si deve tornare indietro, anche se occorre un coraggio che chi va avanti, non conosce.
Zio Pier Paolo Pasolini
 






















molto più realistico direi...



Pisa-capodanno 2004







Forse il compito di chi ama gli uomini è far ridere della verità, fare ridere la verità, perchè l'unica verità è imparare a liberarci della passione insana per la verità - UmbeForse il compito chi ama gli uomini è far ridere della verità, fare ridere la vtForse il compito di chi ama gli uomini è far ridere della verità, fare ridere la verità, perchè l'unica verità è imparare a liberarci della passione insana per la verità - Umberto Eco
à, perchè l'unica verità è imparare a liberarci della passione insana per la verità - Umberto Eco
rto Eco




4 gennaio 2005

LI ADORO!!!!!!!!!

Joy Division, cioè la Divisione della gioia era il nome delle baracche naziste in cui erano tenute le donne costrette a prostituirsi con gli ufficiali nei campi di concentramento. L’ispirazione per questo nome venne a Ian Curtis leggendo il libro di Karol Cettinsky “La casa delle bambole”.

Il 4 aprile 1979 a Londra, presso gli Strawberrry Studios veniva registrato “Unknown Plesuares”.
L’album è un concentrato di forti sentimenti; il suono è oscuro, dark, ma non del colore satanico con cui anni prima era stato definito il rock dei Black Sabbath, bensì intimo, esistenziale. Anche brani trascinanti come “Disorder” o “Shadowplay”, non possono essere concepiti se non disegnati sull’ombra di un aperion di impenetrabile ombra. L’articolato percussionistico è carico di pathos, sincrono ai battiti del cuore straziato da angosciose visioni interiori (“I remember nothing”), il basso, ben più che semplice supporto ritmico, talvolta si erge a protagonista indiscusso dei leitmotiv, scava in profondità alla ricerca dei sogni mai realizzati e dimenticati; la chitarra ora produce suoni laceranti, strazianti fino al limite (“Candidate”), ora si scioglie in arpeggi melodici (“New Dawn Fades”) ed in fraseggi mimici che si incidono sul cuore (“Shadowplay”). Su tutto si erge l’interpretazione vocale di Ian Curtis, una voce che sorge dai recessi più reconditi dell’anima, portando alla superficie le percezioni, lo smarrimento dell’Io esistenziale innanzi all’ineluttabilità del Nulla che lo inghiotte.
Se per i Doors le porte della percezione erano ancora aperte per i Joy Division sono “aperte e chiuse, sbattute sulla nostra faccia” (“Decades”). La disillusione prevale su ogni speranza, la “nuova alba svanisce”.
L’album, la cui mitica copertina è stata disegnata da Peter Saville basandosi su un’idea di Bernard Albrecht, vendette 10000 copie in data giugno 1982.
Dopo qualche mese dalla morte di Ian Curtis la Factory mette in vendita “Closer”, disco davvero definitivo, in cui si esprime tutta la grandezza della band, un’opera di elevatissimo pregio al di là delle suggestioni che la morte di Ian possa provocare.
“Atrocity Exibition” è una ballata allucinante, sconvolta da una ritmica circolare ed ossessiva, disturbata da una chitarra che urla seviziata.
“Isolation” consente ad Albrecht di esprimere la sua sensibilità senza snaturare il suono grezzo e oscuro che ormai caratterizza la band, arrivando a “Passover”, in cui la ripetitività masochistica della struttura della composizione conosce momenti di grande pathos per la magnifica ed intensa interpretazione di Ian Curtis.
Ma il top è dato da “Heart and Soul” e “Twenty four hours”, che costituiscono il massimo dell’espressione musicale di Curtis&co., trascinati, sconcertati, estasiati e coinvolgenti.
“The Eternal” è il poema assoluto: il romanticismo disperato che ha sempre tinteggiato, in qualche modo, il sound dei Joy Division, ed emerge in tutta la sua triste statura, evocando struggenti visioni di funereo stupore; capovolgendo la Domanda filosofica di Heidegger possiamo dire “perché il Nulla e non l’Essere?”.
“Decades” poi chiude in un lirismo senza eguali, il disilluso vagabondare dell’esistenza umana, riponendo sogni mai vissuti nell’oscuro abisso da cui sono stati tratti. Se i Joy Division sono divenuti un mito non è per l’effetto massmediatico del suicidio di Ian Curtis, ma perché nessuno come loro è stato capace di suonare la fragilità esistenziale dell’uomo in modo così chiaro e disperato: la band è riuscita a condensare nel suo breve arco di vita tutto il suo messaggio espressivo, riuscendo ad evocare, con un suono immediato, duro ed oscuro, stati d’animo che solo la vera arte può comunicare, facendo vibrare l’animo con quei sentimenti che, impalpabili alla mente, sfuggono ad ogni concettualizzazione intellettuale.

Albrecht, Hook e Morris continuarono al loro carriera musicale con il nome di New Order, attenendosi così al patto fatto con Ian, che se uno di loro fosse venuto meno, per qualsiasi motivo, i rimanti Joy Division non avrebbero più usato quel nome. Ma quella dai New Order è un’altra storia.






Discografia
“An Ideal For Living” 1978
“Unknown Plesures” 1979
“Trasmission” 1979
“Licht und Blinetdheit” 1980
“Komakino” 1980
“Love Will Tears Us Apart” 1980
“Closer” 1980
“She Lost control “ 1980
“Atmosphere” 1980
“Ceremony” 1981
“Still” 1981
“The First Peel session” 1986
“The Second Peel Session” 1987
“Substances 1977-1980” 1988
“The Peel Session” 1990




permalink | inviato da il 4/1/2005 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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