Blog: http://Ally.ilcannocchiale.it

Pessimo, pessimo, pessimo venerdì

L'Irlanda ha l'erba verdissima, ma il suolo asciutto, come ci ha detto la guida. "Dry soil". Nella terra intorno a Doolin ci sono le conchiglie e gli scheletri dei pesci, perchè lì prima c'era il mare.
Io ho calzini colorati e un sorriso anche per i figli di puttana, ma sotto anch'io sono terra di pesci, e su di me ormai si coltiva male.
Per migliorare il mio rendimento a volte mi scopro coperta di merda. Proprio come il dry soil. Vediamo se adesso ci cresce qualcosa, pensa la gente, forse. Ma io non sono mica un orto.
Mi sento sola molto facilmente, e le parole mi feriscono adesso più di quanto abbiano mai fatto. Ma la gente guarda i miei calzini colorati e il mio bagaglio a mano a pois, e pensa che sia tutto a posto.
Lo è, ma solo quando sono in un aeroporto.
Una vita da vigliacca.
Mi copro di colori solo perché non sopporterei di essere lasciata sola una volta manifestato il mio dolore.
Allora taccio, perché so cosa posso aspettarmi, ed in questo momento è poco.
Mi guardo i piedi, e provo a sorridere.

L'Irlanda ha scogliere che fanno paura, e sono talmente alte che ti viene voglia di buttarti di sotto. Il vento ti scaraventa da una parte all'altra delle reti di sicurezza, e se provi a buttarti in avanti resti in piedi. Io non ho mai sentito un vento così forte e a dir la verità il vento l'ho sempre odiato, ma lì sembrava volesse ripulirmi, e portare via tutto.
I miei pensieri sono banalmente normali, e anche il mio dolore.
Ma fanno male.

In Irlanda tutti bevono fino a barcollare e a schiantarsi contro un muro, e le ragazze sono mezze nude anche con tre gradi.
Forse hanno capito tutto.

In Irlanda ci sono le fate.
Qui no.

Qui c'è solo imbarazzo. Io che guardo da un'altra parte mentre mia madre mi parla, io che guardo la porta, io che guardo l'orologio.
Una vita da vigliacca. Voglio un aeroporto.
Vorrei uno stipendio normale per permettermi una casa, e lasciare i miei ad accoltellarsi per l'eredità di un rapporto tra schizofrenici. Prendetevi tutto, a me non spetta niente, io non voglio niente. Farò la vita della barbona, ma non mi ridurrò così.
Odio i soldi per il potere che hanno.
Odio gli atteggiamenti strafottenti, detesto chi ha paura della dolcezza come di qualcosa che possa rovinare la reputazione. Detesto i personaggi, e chi è rinchiuso dentro una gabbia.
Chi tende una mano sperando che nessuno la prenda.
Ma nella mia testa si fanno i conti, continuamente.
Io so.
Tiro le somme.
Dentro di me adesso sento solo un'ombra che ovatta tutto. vorrei essere sorda per non sentire, cieca per non vedere. Muta, per non essere accusata di stare zitta.
Vorrei essere in un rifugio antiatomico.
O in un aeroporto.

Tornare dove tutto questo era sparito, e le fate mi accompagnavano per mano nel mondo dei sogni, finalmente senza le lacrime che nessuno vede mai

Pubblicato il 9/2/2007 alle 20.4 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web